Recensione l’Occidente Diviso di Jurgen Habermas

Jurgen Habermas è un filosofo, sociologo e storico tedesco. La sua filosofia contiene la base di nuovi livelli di sviluppo dell’umanità e questo si nota in moltissime sue opere. Habermas ci parla, nel suo “L’Occidente diviso”, dell’auspicio (disatteso) di un nuovo governo alla Casa Bianca. E’ alquanto scettico riguardo la possibilità di collaborazione tra la grande potenza americana e il vecchio continente sulla guerra in Afghanistan e sulla missione pacificatrice con cui viene pubblicizzata. Tuttavia, non è la prima volta che il filosofo tedesco affronta temi di questo tipo; ha già affrontato la seconda guerra del Golfo, quella in Kosovo ed in Afghanistan. E’ stata la voce dei dibattiti su pace e guerra, è stato un faro discusso su molti temi, alcuni tra i più caldi dell’ultimo secolo. Nonostante ciò, “L’Occidente diviso” si configura come un punto di discontinuità delle riflessioni filosofiche di Habermas: non si configura più il ritorno alla guerra, ma si punta piuttosto ad una politica incentrata sui diritti umani a discapito, anche, degli stati stessi. Il libro si compone di sette testi scritti tra l’aprile 2003 e il settembre 2004 molto differenti tra loro (l’ingresso delle truppe statunitensi a Baghdad, la manifestazione per la pace del 15 febbraio 2004, la firma della Trattato costituzionale europeo) sotto vari punti di vista: la forma, i temi, il contenuto, la lunghezza, il piano sui cui si svolgono ed il livello di analisi. I primi sei brani sono di stampo giornalistico: qui il filosofo affronta vari argomenti in maniera precisa, storica e quasi schematica; nell’ultimo si propone invece di dare un quadro concettuale di grande respiro e propone un punto di vista nuovo da cui partire per sviluppare una nuova politica.

La ricostruzione contenuta ne “L’occidente diviso” abbozza una critica alle nuove guerre e soprattutto alla spirale “distruttiva” che porta con sè l’idea di guerra preventiva. L’obiettivo più polemico dello scritto rimane comunque la dottrina rivoluzionaria del governo Bush basata sull’autoinvestitura da super potenza al servizio proprio e del mondo per la sicurezza planetaria. Questo collima in maniera acuta con il progetto kantiano. In primo luogo, la missione civilizzatrice americana non coincide affatto con la visione kantiana di pax americana, ma indica piuttosto la giustificazione di atti e soprusi a vari livelli sulla popolazione civile in nome di un “potere morbido di civilizzazione” (pagina 98) che di fatto non esiste, ma è solo una giustificazione al ricorso preventivo alle armi. In secondo luogo, ci si ritrova davanti all’oscuramento del diritto cosmopolitico perpetrato da Kant in quanto le democrazie e gli stati non sono affatto pacifici e lo sviluppo dei mercati a livello trasnazionale alimenta ancora di più i conflitti e le tensioni.

Secondo il punto di vista di Habermas, gli Stati Uniti dovrebbero rientrare in un’ottica internazionalistica che prevede la collaborazione con altre potenze regionali, quali ad esempio la Cina, L’india, il mondo arabo o il Brasile che si affacciano con sempre più crescente forza sullo scenario internazionale. Gli Stati Uniti devono ricominciare a guadagnare l’internazionalismo perso in nome di una missione pacificatrice portata avanti con il riarmo, anche nucleare. In questo giogo di potenze e forze si incastrano le potenze sovranazionali con il loro ruolo di pacificatrici che devono porsi l’obiettivo della riaffermazione e della tutela della pace. Inoltre, è alquanto preoccupante la possibilità di creare un “precedente storico” nel momento in cui gli Stati Uniti affermano la loro potenza a livello mondiale con la forza a sostegno di una fantomatica teoria complottistica.

I consigli proposti dal filosofo si muovono su un piano istituzionale. Occorre una riforma del Consiglio di Sicurezza e una maggiore capacità d’azione delle Nazioni Unite a livello sovranazionale. Occorre rivedere e modificare la composizione istituzionale e le procedure sottese per dare maggiore possibilità agli stati di assolvere ai propri compiti e doveri. Bisognerebbe, inoltre, dimenticare un globalismo giudiziario vendicativo per lasciar spazio alla globalizzazione della rule of law tanto auspicata nei vari testi.

Infine, Habermas prende letteralmente ad esempio l’Unione Europea come tassello mancante ma incastro perfetto di un nuovo ordine mondiale. L’Unione Europea deve essere l’esempio per altre unioni trasnazionali che faranno da punto intermedio tra gli stati e le organizzazioni internazionali. Descrive, inoltre, l’Unione come un modello perfetto in ambito economico, finanziario e di tutela ambientale, nonostante non sia corrispondente alla realtà in maniera totalizzante.

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Recensione “Buonanotte, Signor Lenin” di Tiziano Terzani

Vi sottopongo la pubblicazione di questa mia relazione/articolo su un libro che ho amato molto e che ha segnato indelebilmente la mia vita.

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L’altra metà della mela.

Vivere per sè. Quant’è difficile?

Le persone non riescono a vivere più da sole, necessitano una persona accanto e molte volte le relazioni sono come una striscia di cocaina in mano ad un addicted, uno sballo, una dipendenza, qualcosa di cui non necessiti ma che cerchi. Così, perchè da solo non sei in grado di stare.

Ci sono scuole per tutto, ma non scuole per imparare a star da soli e amarsi.

Persone incomplete lì fuori che cercano l’anima gemella per sentirsi compete, per stare bene, per vivere. Sono come bambini che non sanno vivere indipendentemente e allora si riempiono per come possono con altre persone.

La vera ricchezza oggi (e anche la rarità) è sapere che siamo persone complete per natura e non abbiamo bisogno di un completamento esterno, ma solo di condividere la nostra completa vita con qualcun altro.

Ci si sceglie per farselo un po’ in compagnia questo viaggio in cui non si ripassa dal via cantava Ligabue.

 

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Scelte.

Mi ritrovo in giardino a parlare con un’amica ed esce fuori il discorso del rapporto nella vita tra lavoro e vita personale. Tutti ci ritroveremo prima o poi davanti alla scelta tra il lavoro e la nostra vita personale e vorremmo tanto non doverci arrivare mai. Sei portato a scegliere tra le due cose e non sempre sei pronto per una scelta così importante e decisiva. Scegliere la propria vita personale rinunciando alle nostre ambizioni o crearsi una carriera e rischiare di ritrovarsi a 50 anni soli col desiderio di vicinanza, affetto e sentimenti veri?

La vera saggezza sta nel sottrarsi a questa scelta, o magari mediare tra le due ambizioni.

Io, da brava saggia, mi butto sul lavoro xD

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Social networks.

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Qualche giorno fa, girovagando su facebook, ho trovato per caso quest’immagine. Essendo presa da mille e più cose mi sono limitata a salvarla sul pc per farci dopo qualche riflessione.

Viviamo in una società in cui il nostro mantra è la futilità, in cui non riusciamo più a focalizzare ciò che è vero e va curato e ciò che è falso o deleterio o futile e va tralasciato. I rapporti umani vivono la stagione dell’apatia. Siamo tutti presi dalla smania del divertimento e dall’apparire che non riusciamo più a godere di un film sul divano con la persona che amiamo, ma che per essere fighi, divertenti, meravigliosi e soprattutto AMABILI dobbiamo dimostrare di conoscere tutti i locali della città, tutti i pr/buttafuori/organizzatori di eventi e se possiamo dobbiamo dimostrare che conosciamo eventi fighissimi internazionali sconosciuti da portare in Italia. Ma fai il botto se poi l’evento lo crei tu.

Siamo distolti dai semplici e banali rapporti umani. Uno sguardo non ci basta più, un abbraccio non ci appaga, un bacio è troppo poco.

I diversivi sono troppi e sono tentazioni. Facebook è un bacio in meno, instagram un abbraccio in meno, twitter uno sguardo in meno. Finora quando mi è capitato di stare in mezzo alla gente ho sempre messo da parte il cellulare e mi sono sempre concentrata sui loro occhi, ma, purtroppo, quasi mai sono riuscita a vederli.

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Novità importantissima!

*sischiariscelavoce*

Chiedo scusa per esser mancata così tanto dal mio amato blog, ma tra studio, lavoro, volontariato, associazioni, corsi extra e sport il tempo scarseggiava parecchio. Per farmi perdonare, però, ho un’importantissima news.

E’ con orgoglio che presento la pubblicazione del mio primo ebook su Narcissus!

L’ebook si intitola 10.701 – Il massacro di Srebrenica.

Nato come progetto per un esame universitario di Diritto diplomatico e consolare, ho pensato bene di ampliarlo e farne un ebook. E così è stato. Lo si trova nei maggiori ebook store online. I dati sono i seguenti:

Titolo: 10.701 – Il massacro di Srebrenica.

Autore: Viola Simonetta.

ISBN: 9786050361964

Editore: Narcissus Self Publishing

Pubblicato il: 04/03/2015.

Pagine: 21.

Prezzo: 8.49 euro.

Breve introduzione:

Srebrenica fu un massacro in cui l’Occidente decise di non rischiare la vita per una causa che non avesse un interesse diretto; e se fossero morti anziché 10000 musulmani 10000 cristiani? Cosa avrebbero fatto le Nazioni Unite e la comunità internazionale?

Beh, se siete curiosi e vi piace come scrivo compratelo! 🙂

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La donna contemporanea.

Mi è capitato tra le mani questo video molto interessante e molto forte che sottoporrei a voi sugli stereotipi della donna di oggi e su come deve essere secondo la società contemporanea. Dateci un’occhiata! 🙂

Non sempre l’occhio vince.

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